Durata
Dal 24 gennaio 2026
al 14 febbraio 2026
Luogo
La Bottega di Infoto
via Leonardo Bruni, 4
Firenze
Orari di apertura
martedì, giovedì, sabato e su prenotazione
Dalle 17:00 alle 19:00
Inaugurazione
Sabato 24 gennaio 2026
ore 18:00 inaugurazione
Termine mostra
Sabato 14 febbraio 2026
Ore 18:00
A cura di
Pietro Fazzini e Gabriele Fossi
con Elina Alekseeva & Gloria Frigerio, Paolo Barti, Luca Brama, Antonio Brondi , Paolo Buatti, Maria Christidi, Chiara Gasbarro, Davide Gualtieri, Benedetta Sanrocco, Irene Zorloni giovani fotografi emergenti nel mondo della fotografia contemporanea.
NUOVI CODICI
Continua con successo il ciclo di mostre presso “La Bottega di Infoto”, uno spazio dedicato alla promozione dell’arte fotografica attraverso workshop, mostre, progetti interattivi, incontri culturali con la presenza di giovani fotografi emergenti.
Infoto ha il piacere di presentare la mostra “NUOVI CODICI” nuova tappa del ciclo espositivo “InDialogo” curato da Pietro Fazzini e Gabriele Fossi.
Mai quanto oggi, in un presente dominato dalla sovrabbondanza di immagini, ha senso interrogarsi sulle capacità del medium fotografico di riscrivere la realtà. Le immagini che ogni giorno ci circondano sono parte integrante delle nostre vite, determinano il mercato e le nostre abitudini, sono protagoniste del nostro tempo libero e dei nostri lavori. Non possiamo più permetterci di ignorarne i meccanismi. Le molteplici forme di linguaggio che la fotografia può rappresentare oggi sono ciò che ci ha spinto a creare un percorso di mostre come InDialogo. Ci siamo poi messi alla ricerca di lavori che si interrogassero sulla natura dei linguaggi per immagini e di artisti che avessero provato a codificarne di nuovi. Da questa ricerca è nata Nuovi Codici: una mostra su una fotografia che osserva le proprie capacità, che cerca di darsi una nuova grammatica.
In mostra:
• Elina Alekseeva & Gloria Frigerio – Archive Playground
• Paolo Barti – Telecchio, 2025
• Luca Brama – INDOOR
• Antonio Brondi – Modern Gods
• Paolo Buatti – Variazioni: Una Memoria non Mia/Una Memoria que no es Mía
• Maria Christidi – Hysteria
• Chiara Gasbarro – e. Si Accomodi! Piccola storia di un incontro da decifrare.
• Davide Gualtieri – La Fortezza di Cotone
• Benedetta Sanrocco – Noculus
• Irene Zorloni – REDDRESS
Gli Autori
© Gloria Frigerio ed Elina Alekseeva
Gloria Frigerio (IT) ed Elina Alekseeva (RUS/NL) sono artiste visive che utilizzano i linguaggi della fotografia, della performance, dei testi poetici e delle arti tessili. Realizzano interventi basati su processi, sostenuti da fasi di ricerca teorica e talvolta capaci di generare formati partecipativi. Il loro lavoro come duo è stato presentato al Festival of Future Deserts (Magdeburgo), alla Lavanderia a Vapore (Collegno) e nel 2026 la loro opera letteraria sarà pubblicata da Soapbox Journal (Amsterdam).
© Luca Brama
Luca Brama (Brambilla), il 13 agosto 1992, Erba. Si sta laureando presso l’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara di Bergamo. Vive e lavora a Milano. La sua ricerca indaga la condizione umana, la caducità e la vita nelle loro implicazioni esistenziali. Utilizza la fotografia per le sue qualità intrinseche. Lavora con fotografie vernacolari, o scattando immagini quotidiane che, sedimentando nel tempo, si compongono in serie. Un processo che avvicina la sua pratica più alla poesia che alla narrazione.
© Benedetta Sanrocco
Benedetta Sanrocco (1991) è un’artista visiva italiana. Ha studiato Lettere Moderne all’Università D’Annunzio e si è formata in fotografia con un master alla Scuola Meshroom di Pescara e un corso sull’ Immagine Contemporanea alla Linea School di Lecce. La sua ricerca esplora archivi e memoria, indagando come identità e percezione siano influenzate da forze culturali e politiche. Tra i riconoscimenti la Menzione d’Onore Camera Work PR2 (2019), il Premio Nazionale Musa (2022) e la Menzione d’Onore Premio Francesco Convertini (2024).
© Irene Zorloni
Irene Zorloni (Monza, 2001) è un’artista visiva dalla formazione eclettica. Dopo gli studi teatrali, si laurea in pittura all’Accademia di Brera e frequenta il master in fotografia “Filling the Gap” presso la fondazione studio Marangoni di Firenze. Il suo lavoro esplora la manipolazione del mezzo fotografico per costruire narrazioni d’impatto che intrecciano dimensione personale e collettiva, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sul presente e ristabilire dei rapporti autentici con sé stessi e con le immagini.
© Chiara Gasbarro
Chiara Gasbarro (Campobasso, 1995) è un’artista visiva molisana. La sua ricerca è un atto di resistenzapoetica: fotografare per ricordare, ricordare per resistere all’oblio. Tra frammenti e silenzi costruisce una grammatica visiva intima, sospesa tra realtà e percezione. Lavora tra pittura, fotografia, video, installazioni e performance, partecipando a mostre in Italia e all’estero.
© Paolo Buatti
Nato nel 1983 nell’Appennino ascolano, Paolo Buatti è regista, fotografo e designer. La sua ricerca visiva esplora la zona di intersezione tra biografia, geografia e panorama sociale con un’attenzione particolare allo scenario sonoro. Inizia nel 2005 a creare collage digitali con i quali partecipa a mostre collettive in Italia e all’estero. La fotografia e l’audiovisivo arrivano successivamente, con la produzione indipendente di cortometraggi e video musicali. In due occasioni i suoi documentari sono stati inseriti nel Catalogue du Court del Festival di Cannes, mentre il video Hiroshima II ha ricevuto premi e menzioni in festival internazionali. La sua documentazione fotografica de l’Open Air Museum è stata pubblicata nel libro-opera “Fuori catalogo”dell’artista Fausto Delle Chiaie. Vive e lavora a Roma.
© Antonio Brondi
Antonio Brondi, nato a Ferrara nel 2003, è uno studente di fotografia. I suoi lavori combinano approccio documentario e ricerca autoriale, concentrandosi su temi legati al discorso politico e alle dinamiche sociali e culturali del contemporaneo.
© Paolo Barti
Paolo Barti (Piacenza, 1998) vive a Piacenza e studia a Milano. Dopo aver conseguito il diploma scientifico, nell’aprile 2024 ottiene il Diploma Accademico di Primo Livello nel corso di Graphic Design and Art Direction presso NABA, Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano, con specializzazione in visual design e grafica editoriale. Durante questo triennio prende parte a vari workshop di fotografia, illustrazione e processi di stampa analogici. Attualmente frequenta il Biennio Magistrale di Arti Visive e Studi Curatoriali presso NABA, portando avanti la sua pratica artistica. Dal febbraio 2025 affianca l’artista Délio Jasse, svolgendo il ruolo di assistente. La sua ricerca artistica si concentra principalmente su tematiche relative al ruolo che esercita il tempo su individuo e paesaggio, sia urbano che rurale. In particolare è molto interessato e sensibile ai mutamenti ambietali e socio-culturali dovuti allo spopolamento e al conseguente abbandono di zone, per lo più montane e campestri, a favore di un
sovrapopolamento urbano. Il suo lavoro, inoltre, è strettamente legato al tema di archivio e memoria personale in relazione a quella collettiva. Grazie ai suoi studi accademici in grafica e arti visive ha maturato una certa consapevolezza estetica e visiva, oltre ad avere avuto la possibilità di sperimentare differenti mezzi di comunicazione. Ad oggi la sua metodica di lavoro prevede l’utilizzo di fotografia, metodiche di stampa alternative e audiovisivo.
© Davide Gualtieri
La visione di corpi in azione, di inquadrature dello spazio scenico, di punti a fuoco e punti sfondo, ha trovato spazio oltre che nella regia teatrale, anche nella fotografia. Sono affascinato dal movimento che crea figure umane sfocate, allungate, diafane,
indefinite, poetiche. Come il corpo dell’attore, la macchina fotografica è il prezioso strumento, il tramite tra il mio immaginario e la creazione di una forma artistica che si espone al mondo. Nulla è troppo definito, ma tutto è definibile. Il mio desiderio è creare relazione tra l’opera e il suo testimone. Non spiegare, non illustrare. Creare ampi spazi di immaginazione, di interpretazione. Far sentire ogni fruitore vivo, pienamente soddisfatto di partecipare alla vita dell’immagine. Mia necessità è trasformare l’opera d’arte in altra opera. Scendere nel dettaglio e stupirsi delle nuove forme che all’occhio appaiono. Amo cercare il dettaglio, il piccolo che trasforma la percezione di chi guarda, il frammento che si fa mondo autonomo dall’insieme.
Il mio agire è performativo, la macchina è manuale, i parametri sono continuamente da modificare; un flusso creativo mi sommerge, sono in movimento, cambio e cambio ancora il punto di vista. Il mio piacere non è nell’affinare una tecnica ma nell’esplorare una poetica.
© Maria Christidi
Originaria di Cipro, gran parte del suo lavoro esplora aspetti della storia e della mitologia greca. È particolarmente interessata alle relazioni tra l’antico e il contemporaneo — a come le culture antiche della regione si siano evolute e a quali intuizioni possiamo trarre dal loro studio. Sebbene si consideri un’artista che lavora attraverso una vasta gamma di media e processi, recentemente si è concentrata soprattutto sui linguaggi basati sull’immagine, in particolare sulla fotografia e sul video. I suoi lavori più recenti includono una serie di fotografie e film, ciascuno dei quali si focalizza su una figura della mitologia greca. In queste opere ha cercato di distillare l’essenza di questi personaggi attraverso media e contesti contemporanei, creando immagini e video ambigui che si collocano a cavallo tra il mondo antico e quello moderno. In ognuna delle sue opere tenta di collegare queste rappresentazioni, a livello personale, a situazioni o eventi della propria vita — come una sorta di metafora delle sue esperienze — che si intrecciano anche con i temi epici della mitologia greca.
Alcune opere in mostra